Metodo Validation

Il METODO VALIDATION è una modalità di rapporto interpersonale basato sulla parola comunicata  che ha per obiettivo un benessere profondo della persona affetta da demenza ed una relazione sufficientemente buona con gli operatori ed i familiari. Si basa sul principio dell’accettazione delle persone affette da demenza e sul riconoscimento sia  della realtà dell’anziano con deterioramento cognitivo, sia delle sue competenze.L’autrice che lo ha ideato è Naomi Feil, che è stata poi seguita da molti altri autorevoli autori, come Moira Jones, Tom Kitwood, ed in generale da autori che privilegiano gli approcci psicosociali  ivi compreso l’ultimo arrivato nel nostro paese, l’approccio capacitante, che interseca in modo importante la base teorica elaborata da Naomi Feil . Il METODO VALIDATION è un superamento del tradizionale approccio assistenziale,  che , pur partendo dall’analisi dei bisogni degli utenti, soprattutto nel caso di persone con demenza, cerca di soddisfarli senza il loro coinvolgimento. Il soggetto principale della relazione è senza dubbio la persona affetta da demenza e la prima fase di applicazione del metodo consiste nell’ascolto attivo.  La persona affetta da demenza può avere disturbi della comunicazione verbale, ma attraverso il linguaggio incompleto, incomprensibile, o ripetitivo  essa esprime comunque, come può,  il suo punto di vista. Pertanto ogni comunicazione verbale va presa sul serio, va convalidata.  Attraverso opportune tecniche verbali è possibile ritardare la chiusura totale in sé stessi e la perdita completa del linguaggio.Comunicare significa anche prendere in considerazione l’aspetto del “non verbale”, nel quale la persona affetta da demenza appare ancora molto competente. Attraverso la comunicazione non verbale si esprimono al meglio le emozioni, che la persona affetta da demenza sente in modo intatto, tanto da poterle  riconoscere una competenza emotiva. La via emozionale, pertanto, è,  per chi applica un approccio convalidante, la strada privilegiata per veicolare elementi di riabilitazione e, soprattutto, di relazione. In un contesto convalidante la persona anziana con problemi cognitivi può svolgere le attività di cui è capace, nella maniera in cui è capace, senza sentirsi in errore, con il solo scopo di essere felice (per quanto possibile) di fare ciò che fa, nel contesto in cui si trova e come è capace di farlo. Per chi assiste la persona disorientata imparare ad accettare senza contrastare continuamente chi viene assistito, costituisce motivo di alleggerimento del carico assistenziale. La fase più difficile è quella dell’accettazione della malattia e delle sue conseguenze. Se, ad esempio, una persona ha appena mangiato e chiede di mangiare, l’irritazione spesso è inevitabile poiché non si comprende la ragione di una tale richiesta e spesso ci si trova invischiati in discussioni senza fine: “…..come non ti ricordi? Ma se ti ho dato or ora la colazione …..” che fatica ricordare che la malattia ha rubato la memoria!Il METODO VALIDATION, o metodo convalidante, fa scoprire sia le competenze nascoste dei malati che le competenze d’aiuto che sono dentro di noi.COSA FA ARAD:L’Associazione ARAD si preoccupa di organizzare gruppi omogenei di persone affette da deterioramento cognitivo di grado moderato che possono partecipare agli incontri proposti con il METODO VALIDATION.Solitamente le sedute hanno la durata di due ore e si svolgono una volta alla settimana.A richiesta sono possibili anche sedute individuali.Chi fosse interessato può fruire anche di momenti di formazione.